Tuesday , 20 November 2018
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Greenpeace presenta il rapporto “Da intelligente a stupido: l'impatto globale di 10 anni di smatphones” – Eco dalle Città

Greenpeace presenta il rapporto “Da intelligente a stupido: l'impatto globale di 10 anni di smatphones” – Eco dalle Città

Greenpeace presenta il rapporto “Da intelligente a stupido: l’impatto globale di 10 anni di smatphones”

Con lo slogan “reuse, recycle, rethink” gli attivisti di Greenpeace hanno protestato contro Samsung al Mobile World Congress in corso a Barcellona e accesso i riflettori sull’impatto ambientale, sanitario e sociale di 10 anni di smartphone

In
concomitanza del Mobile
World Congress

in corso a Barcellona
dove le aziende di tutto il mondo stanno presentando gli ultimi e
ultra tecnologici smartphone
da lanciare sul mercato, Greenpeace ha colto l’occasione per
pubblicare il suo rapporto “From
smart to senseless: the global impact of 10 years of smartphones
”.
(Da intelligente a stupido: l’impatto globale di 10 anni di
smatphones)

Gli
smartphone
– scrivono gli attivisti di Greenpeace -
hanno innegabilmente cambiato le nostre vite e il mondo in
un brevissimo lasso di tempo. Solo dieci anni fa le foto
si
facevano
con le macchine fotografiche, usavamo le
mappe per pianificare
itinerari e viaggi, e ci
si
teneva in contatto con amici e familiari
utilizzando
normali telefonate o SMS”.

La
scommessa di Greenpeace, attraverso il suo rapporto, è stata quella
di capire non solo quanti smartphone sono stati prodotti dal lancio
del primo iPhone da parte di Apple nel 2007, ma indagare gli aspetti
collaterali relativi alla loro produzione. In pratica quella di
Greenpeace non è da considerarsi una crociata contro gli
smatphone, ma il report mira a far luce sui danni ambientali,
sanitari e sociali causati dal eccessivo turnover di questi
dispositivi
.

Secondo
i dati raccolti da Greepeace dal 2007 sono stati immessi sul
mercato
più di 7 miliardi di smartphone, con una
vita media di poco più di due anni per dispositivo (dati medi
relativi al mercato degli Stati Uniti, ndr), “nonostante il
fatto che
uno smartphone può funzionare più a lungo”.
Secondo la ricerca per gli utenti la sostituzione prematura non
avviene perché lo smartphone semplicemente non funziona più, ma
perché hanno scelto un nuovo piano o contratto nel quale è prevista
la cessione o il comodato d’uso di un nuovo modello di smartphone, o
addirittura la sostituzione avviene a causa di una singola
parte
non funzionante, come lo schermo o la batteria, che
rende la riparazione troppo complicata o costosa. “A questo
ritmo
– spiegano da Greepeace – siamo tutti sulla
strada giusta
per usare
almeno 29 telefoni
durante la nostra vita”.

Questo
rapido turnover dei dispositivi è la causa diretta dei
profitti record fatti registrare dai produttori in questi
ultimi anni, ma a questi profitti corrisponde anche un aspetto
negativo e sconosciuto ai più che possiedono e utilizzano uno
smartphone, ossia l’impatto negativo che ha la loro produzione sulle
persone e sul nostro pianeta. </span>

Minatori
in
luoghi remoti estraggono tonnellate di minerali
metallici e metalli preziosi per
la costruzione di questi
dispositivi. Da lì, questi materiali passano attraverso un
processo
di raffinazione, elaborazione e filiera manifatturiera. I lavoratori
nelle fabbriche di elettronica sono spesso e
inconsapevolmente esposti a sostanze chimiche pericolose che
danneggiano la loro salute,
in strutture alimentate
da un mix energetico che è dominato dai combustibili fossili, che
favorisce gli impatti
negativi dei cambiamenti
climatici
”.

Ecco
alcuni dati del rapporto “
From smart to senseless:


-
7,1 miliardi di smartphone sono stati prodotti dal 2007.

-
Più di 60 materiali diversi sono comunemente
usati nella produzione di smartphone. Mentre la quantità di ogni
materiale in un unico dispositivo può sembrare piccolo, gli effetti
combinati di estrazione e lavorazione di questi materiali preziosi
per 7 miliardi di dispositivi è significativo.

– Nel solo
2014, l’e-waste dai piccoli prodotti (in Italia conosciuti
come Raee) è stato stimato in 3 milioni di tonnellate. Di
questi solo il 16% per cento dei rifiuti elettronici globale viene
riciclato.

Solo duemodelli
(Fairphone e LG G5) su 13 recensiti hanno le batterie facilmente
sostituibili
. Questo significa che i consumatori sono costretti a
sostituire i loro dispositivi quando la durata della batteria inizia
a diminuire.

– Dal 2007, circa 968 TWh sono
stat
e utilizzate per la produzione di
smartphone
, una cifra pari ai consumi energetici annuali
dell’India (973 TWh nel 2014).</span>

-
L’attuale design
rende lo smontaggio difficile
e
di conseguenza a fine vita, degli smartphone
non si riesce a recuperare molto, nemmeno
le viti. Pertanto gli
smartphone vengono
spesso triturati e avviati a riciclo
attraverso la fusione. Ma così facendo si recuperano solo piccole
quantità di materie prime seconde.

Ma
l’azione di Greenpeace non si è fermata alla sola pubblicazione del
rapporto. Infatti alcuni suoi attivisti si sono arrampicanti sul
Palau
de Congressos de Catalunya
(sede
del
Mobile
World Congress
)
per protestare contro Samsung con lo slogan
“Reuse,
recycle, rethink”.

Noi
– dicono gli attivisti di Greenpeace –
da
novembre 2016 chied
iamo
a

Samsung
un
piano
responsabile
per il trattamento
e
lo smaltimento
dei
4,3 milioni di unità di Galaxy Note 7
ritirati
dal mercato
,
in quanto questo è un chiaro esempio delle conseguenze del sistema
produttivo accelerat
o
utilizzato dall’industria n
egli
ultimi 10 anni.
Ma
Samsung
– continuano
gli attivisti

non
ha ancora condiviso un piano chiaro su come andrà a gestire
quei
4,3
milioni di telefoni
ormai
in
pensione e
diventati
rifiuti
.
Se Samsung è
una
azienda seria

e vuole
garantire
che questo non accada
mai
più
,
dovrebbe portare il settore
a
muoversi
verso un sistema che permette a
gli
smartphone di

essere facilmente riparati, riutilizzati e riciclati
.”

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